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Malattie Infettive della Superficie Oculare


Lettura Magistrale del Prof Secchi, Padova 2010

Lettura Magistrale del Prof Secchi, Padova 2010

E’ mancato a Padova il 10 settembre 2016 il Prof Antonio Secchi.

Nell’ateneo di Padova fin dal 1966 ove svolse la maggior parte della sua attività clinica, di ricerca, e soprattutto didattica, concludendo la Sua carriera accademica come Direttore della Clinica Oculistica. Dopo essersi appassionato, appena trentenne, alla complessa materia dell’infiammazione oculare, di ritorno dalla Johns Hopkins University di Baltimora, portò in Italia e diffuse nel mondo l’arte medica delle Uveiti, ma anche le problematiche dell’allergia oculare, del rigetto nel trapianto di cornea, del coinvolgimento oculare nell’immunodepressione acquisita arrivata alla ribalta negli anni 80. Leader scientifico, ha creato in Italia una scuola che su più poli del territorio nazionale continua ad affrontare quelle che lui stesso definiva patologie neglette dell’oftalmologia, come le uveiti. E’ stato membro fondatore, presidente, e sempre grande sostenitore di società scientifiche nazionali ed internazionali, intese come occasioni di scambio di conoscenze e di esperienze professionali e scientifiche, quali: l’International Uveitis Study Group (IUSG), l’ International Ocular Inflammation Society (IOIS), e la Società Italiana di Malattie Infiammatorie Oculari (SIUMIO), oltre ad aver servito nell’ International Council of Ophthalmology in qualità di esperto di uveiti. Uomo schivo, medico dotato di una vivace e non comune curiosità scientifica, stimolante, rigoroso , sempre appassionato del suo lavoro, grande viaggiatore e fotografo, lo ricordo per esser stato un antesignano degli hospital meeting, dove riuniva noi giovani oculisti presentando e discutendo casi clinici particolari che aveva lui stesso magistralmente documentato, premonitore della fotografia clinica . Anche se da qualche anno non era più quotidianamente al mio fianco lasciandomi in eredità l’arte e la scienza delle UVEITI, non ho mai smesso di sentirlo umanamente e professionalmente vicino, ed ora come allora, lo considero sempre il mio mentore.

M. Sofia Tognon

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